lunedì 3 settembre 2018

CONOSCI PISTOIA? CASALGUIDI e la FIERA DI CASALE

                                  CONOSCI PISTOIA?



CASALGUIDI e la FIERA DI CASALE 




Casalguidi – Il paese e la storia:

Casalguidi è un antico borgo situato nel comune di Serravalle P.se e dista da questo circa 15 km. Per raggiungerlo bisogna percorrere la provinciale Montalbano che da Pistoia conduce a San Baronto ed alle pendici del Montalbano, immerso nella tipica campagna toscana, si trova proprio Casalguidi.
In origine il toponimo era semplicemente “Casale”, che viene usato tutt’oggi, come abbreviazione di Casalguidi dalla maggior parte della popolazione del luogo e delle frazioni vicine.
La Storia
I primi abitanti si stabilirono sulle colline di San Biagio dove costruirono un tempio dedicato a Venere, che dopo la conversione al Cristianesimo fu consacrato a San Romolo.
Questo piccolo centro abitato fu semidistrutto dai Longobardi e passato in mano ai Carolingi e da questi dato in premio ad Ildebrando dei Conti Guidi che aveva partecipato alla prima Crociata con 400 armati e che avrebbe fissato la propria dimora nel luogo dove sorge l’attuale canonica.
Si pensa che sia in epoca cinquecentesca che viene aggiunto il suffisso al toponimo di Casale, trasformando il nome della località in Casalguidi, per rendere testimonianza alla signoria dei conti Guidi.
Da documenti sappiamo che dal 1062, il Vescovo, nel territorio di Casale percepiva le decime della curtis, che comprendeva un castello e vasti possessi fondiari. Il borgo era abitato da una comunità rurale che intorno al 1132 iniziò ad emanciparsi, occupando le terre signorili, controllate più tardi dal comune di Pistoia.
Da questo anno (1132) in un memoriale del vescovo Ildebrando di Pistoia è citata la Pieve, che però risulta ufficialmente registrata solo nel 1218 con bolla Onorio III, che era sorta all’interno del castello, fin dal 1181 munito di mura.
Prima della Pieve esisteva sulle colline sovrastanti l’antica chiesa di San Biagio i cui ruderi sono stati rintracciati di recente e questo nome è legato ad un agglomerato di case.
Nel 1301 il borgo fu distrutto dalle truppe di Corso Donati in marcia su Pistoia, guelfa bianca, e il suo contado, e nel 1318, al momento della pace tra Guelfi e Ghibellini, rimase interdetto ai fuoriusciti di questa fazione.
Casale nel 1382 poté contare su nuove e massicce mura merlate, ma nel 1391 dovette cedere all’assedio di Jacopo del Verme, capitano inviato in Toscana dal milanese Giangaleazzo Visconti, e subire la dura reazione delle truppe fiorentine di Giovanni Acuto, che per reprimere gli attacchi, rase al suolo l’abitato. Il XV secolo fu un periodo di pace, ma anche di impoverimento e calo demografico, turbato verso la fine del secolo ed inizio del successivo dalla sanguinosa rivalità fra le potenti famiglie pistoiesi dei Panciatichi e dei Cancellieri.
Solo con il governo mediceo queste lotte si attenuarono, fino alla pacificazione imposta da Cosimo I, che istituì delle podesterie nella zona, facendo dipendere Casalguidi da quella di Serravalle.





La Fiera di Casale:

La Fiera di Casalguidi è una manifestazione che ha luogo verso la metà di Settembre, e precisamente il terzo lunedì del mese (giorno dedicato all’antica fiera del Bestiame), da giovedi a martedì..
Le manifestazioni ed esposizioni iniziano il giovedì precedente al terzo lunedì fino al martedì successivo.
Durante questi giorni ci sono varie manifestazioni che si tengono nelle due piazze principali, Piazza Gramsci e Piazza V. Veneto, di solito sfilata di moda, tombole con ricchi premi, la domenica appuntamento con la tradizionale Festa dell’uva con la sfilata dei carri allegorici, musiche e danze popolari, il lunedì intrattenimento con cantanti o cabarettisti noti, ed al martedì estrazione della lotteria con in premio due auto, ed infine il fantastico spettacolo pirotecnico.
Durante questo periodo ci sono esposizioni di articoli di tutti i generi che sono nella Piazza V.Veneto (dietro al Comune), e lungo tutte le vie del paese. Da anni a cura dell’Associazione Comitato Festeggiamenti Fiera di Casalguidi, associazione di volontari del paese, nata per organizzare e gestire questa Fiera, che in ogni edizione si dedicano interamente a svolgere i compiti assegnati con tutte le proprie energie, con amore e dedizione patriottica.





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                     Francesca Funari Melani
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Fonte: Comitato festeggiamenti Fiera di Casalguidi


sabato 18 agosto 2018

CONOSCI PISTOIA? LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO E LA FESTA DEL 24 AGOSTO

CONOSCI PISTOIA?

LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO IN PANTANO 

E LA FESTA DEL 24 AGOSTO



CHIESA DI SAN BARTOLOMEO IN PANTANO



La Chiesa di San Bartolomeo in Pantano, certamente uno degli edifici sacri più antichi di Pistoia, deve il suo nome alla fangosità della zona dove venne eretta. L’edificio venne costruito per volere del medico longobardo Gaido Aldo che acquistò un terreno al fine di edificare un monastero in nome di S.Bartolomeo Apostolo, tra il 726 e il 764. Inizialmente il complesso abbaziale comprendeva anche un ospizio per fornire vitto, alloggio ed eventualmente cure mediche ai viandanti e ai poveri della città.
L’edificio nella sua attuale struttura, privo di transetto e con tre navate divise da colonne, fu ricostruito dall’Abate Bono nel 1159. Nel XV secolo, subentrarono i Canonici Lateranensi dell’Ordine di Sant’Agostino (i cosiddetti Rocchettini), e, infine, abolito quest’ordine, nel 1779 fu affidato ai monaci benedettini (più precisamente ai Vallombrosani della Chiesa di S.Michele in Forcole) fino al 1810.

Esterno della Chiesa di San Bartolomeo
Formata da grande bugne di pietra serena, la facciata della Chiesa di San Bartolomeo di Pistoia si caratterizza per le cinque arcate che nella parte centrale sono sorrette da quattro colonne in pietra e ai lati da due lesene; gli archi a tutto sesto bicromi (marmo bianco e verde di Prato) alternano le dimensioni minori all’esterno e al centro, mentre quelli centrali laterali sono più grandi. Due archetti riempiono lo spazio al di sopra degli ingressi laterali.

Interno della Chiesa di San Bartolomeo
L’opera artisticamente più preziosa è sicuramente il Pulpito di Guido Da Como: voluto dall’Abate Simone attorno al 1240, è il vero tesoro romanico prima del passaggio al gotico. È costruito in marmo ed è di forma quadrangolare, divisa in quadri scolpiti a bassorilievo rappresentanti altrettante scene evangeliche. Il tutto poggia su tre colonne: due di queste sono poggiate su due leoni (uno è una femmina che allatta il suo cucciolo, l’altro invece tiene tra le zampe un basilisco) e l’altra su un uomo ricurvo (si pensa sia proprio la rappresentazione dell’autore stesso).






LA FESTA DEL 24 AGOSTO: 
UNZIONE DEI BAMBINI

Pistoia è nota per essere l'unica tra le città toscane a dedicare da secoli un culto particolare a San Bartolomeo, apostolo venerato come protettore dei bambini. Un legame che si è originato in passato, e che ha fatto sì che le madri pistoiesi fossero solite chiamare i bambini più vivaci sambartolomeini, sanbartolomei o semplicemente sammei. I ragazzi più agitati, erano anche quelli con più tagli e "sbucci" sulle gambe, al punto che venivano paragonati al Santo, morto per scorticamento dopo aver convertito il fratello del re d'Armenia, esorcizzandone la figlia. La festa di San Bartolomeo si celebra ogni anno a partire dal pomeriggio del 23 fino alla sera del 24 agosto nella piazza che prende il nome dell'apostolo e nelle vie adiacenti. Caratteristico di questi giorni il rito dell'unzione, una piccola croce tracciata dal sacerdote sulla fronte dei fedeli con olio benedetto, che risale al XV secolo e che si è affermato a Pistoia quando la comunità benedettina di San Bartolomeo venne sostituita dai Canonici regolari lateranensi che diffusero una tradizione di origine umbra. Una volta purificati i fedeli e protetti i bambini, secondo il credo, dagli spiriti maligni, il premio per quest'ultimi è nelle strade adiacenti la chiesa di San Bartolomeo, che ospitano un grande numero di bancarelle piene di giocattoli e di dolciumi. Fra i dolci tipici, famosa è la “corona di San Bartolomeo” fatta con grossi biscotti di pasta frolla chiamati “pippi”, alternati a confetti e cioccolatini, che viene messa al collo dei bambini. Una golosità tipicamente pistoiese. (2)






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(1)    Fonte: ViviPistoia.it

lunedì 13 agosto 2018

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giovedì 19 luglio 2018

CONOSCI PISTOIA? FESTA DEL PATRONO SAN JACOPO 25 LUGLIO

CONOSCI PISTOIA? 

FESTA DEL PATRONO SAN JACOPO 

- 25 LUGLIO - 




San Jacopo Apostolo

Giacomo (Jacopo o Iacopo), figlio di Zebedeo e Salome, fu, insieme al fratello Giovanni, uno dei dodici apostoli; comunemente detto il Maggiore per distinguerlo da Giacomo di Alfeo, detto il Minore.
Pescatore fu chiamato da Gesù figlio del Tuono (come il fratello Giovanni), si contraddistinse per lo spiccato carattere, irruento e impetuoso, dopo la Pentecoste predicò il Vangelo in Giudea e Samaria per poi spostarsi fino in Spagna. Una volta ritornato in Gerusalemme, nel 42 d.c.. fu il primo apostolo a subire il martirio di spada, per volere di Erode Agrippa.

A Santiago

Il suo corpo, traslato in Spagna sarà ritrovato molti secoli dopo in una remota località della Galiza, grazie alla miracolosa indicazione di una stella. Da quel momento, il posto, chiamato Campus Stellae divenne con il nome di Santiago de Compostela (in ricordo di San Giacomo, Jago in spagnolo) luogo di pellegrinaggio di numerosi fedeli giunti da ogni parte del mondo.
Nella memoria collettiva e nell’iconografia artistica è comunemente rappresentato con gli attributi tipici del pellegrino, quali il bastone, la zucca, il largo cappello, la bisaccia e la conchiglia (con precisione una capesanta, la valva simbolo del pellegrinaggio a Compostela che, secondo la tradizione, veniva raccolta sulla spiaggia di Finisterre).


Com'è arrivato il culto di San Jacopo a Pistoia?

Il patrono di Pistoia in origine era San Zeno, che fu però soppiantato dal più celebre San Jacopo nel XII secolo, in seguito all'azione di Atto, vescovo di Pistoia.
Durante il suo mandato, la carica vescovile viveva momenti di forte tensione con il nuovo potere comunale ed era minacciata nella sua autorità. Atto, così, che era un uomo di fede ma anche un abile conoscitore dei meccanismi terreni, decise di promuovere un culto già presente in città: quello di San Giacomo, uno dei santi più venerati nel Medioevo.
Approfittando dei suoi buoni rapporti con l'Arcivescovo di Compostela, nel 1144 riuscì addirittura a farsi mandare una reliquia del santo: un (presunto) frammento osseo della testa di Giacomo, che divenne il nuovo patrono della cittadina col nome toscanizzato di San Jacopo.
Questo gesto politico, oltre che religioso, aumentò così in un colpo la rilevanza di Pistoia come meta di pellegrinaggi, i traffici e le entrate che la interessavano e insieme l'autorità del vescovado rispetto a quella del nascente Comune.



La chiesa, edificata come solenne ringraziamento, è da identificarsi con quella di San Iacopo in Castellare (adesso chiusa e da restaurare) la cui storia è indiretta testimonianza del primo embrione del culto jacobeo in Pistoia, molto prima dell’arrivo della reliquia da Compostela. La sacra capsella contenente il frammento di San Giacomo, una volta giunta a Pistoia doveva trovare solenne collocamento in un altare consacrato a ciò “in basilica nostre matris Pistoriensis ecclesia”. Per questo motivo, il presule Atto dette subito disposizione di costruire un altare predisposto a ciò, il quale, a sua volta, sarà più tardi inserito entro una cappella dedicata al santo, ricostruita, dopo l’incendio del 1204, in quelle forme gotiche che manterrà, inalterate, fino alla soppressione ricciana del 1784. La Cappella trovò collocazione nelle prime due campate della navata sinistra della Cattedrale di San Zeno, delimitata da un’elegante cancellata in ferro e dotata di una porta dei pellegrini per l’accesso diretto dall’esterno, ed assumendo, nella sua piena autonomia rispetto al resto dell’edificio che la conteneva.


Grazie a quella reliquia San Jacopo divenne il patrono di Pistoia e il suo culto venne onorato anche con questo interminabile cammino, percorso da tanti pistoiesi, verso la Galizia spagnola.
La festa ricorre il 25 luglio, giorno di celebrazione liturgica nelle città che lo hanno scelto come patrono, tra le quali le diocesi di Caltagirone e di Pistoia.
Con il trascorrere dei secoli gli omaggi al santo sono aumentati anche attraverso le più belle opere d'arte. Prima fra tutti l'altare argenteo che si trova custodito in cattedrale.



La leggenda e la tradizione

E sulla vetta del Duomo, nel 1721, comparve la statua del Santo Patrono, realizzata dallo scultore Andrea Vaccà. E' quella stessa statua che ogni anno, la vigilia del 25 luglio, festa di San'Jacopo, veste un mantellino rosso.
Alfredo Chiti, nella «Guida di Pistoia», scrive «E' antica usanza, di ricoprire con un pastranino o mantelletto rosso scarlatto, la statua del Santo nel giorno della festività». Un'usanza che Chiti colloca fra il 1910 e il 1931.
 Ma perchè? E una leggenda antica a spiegarci il motivo di questa inopportuna vestizione, nel bel mezzo dell'estate. «Pago a tutto caldo», diceva San Jacopo ai creditori, e non pagava mai: si faceva trovare nel mese di luglio con un addosso un mantello di lana rosso.
Questo perchè, dice la leggenda, prima di darsi alla vita spirituale faceva il sensale di cavalli. Acquistava i cavalli al mercato promettendo al venditore di saldare il debito con il sopraggiungere del caldo, allorché si fosse tolto il cappotto.
E quando, in pieno luglio, o sotto il solleone, il venditore si recava da Jacopo per riscuotere il dovuto, lo trovava ancora incappottato e pronto a dichiarare che «l'estate tardava a venire»
Così vuole la leggenda tramandata nel corso dei secoli.
La tradizione popolare volle onorare anche così la capacità del Santo Patrono di convivere con il sacrificio. Poichè è sacrificio sopportare il solleone con un pastrano di lana pesante addosso.
Una figura altissima l'apostolo Giacomo, poi Santiago e per noi pistoiesi Sant'Jacopo, vestito, da quasi un secolo dai vigili del fuoco. Gli unici che possono salire fin lassù con l’autoscala che s’innalza verso la statua. Un momento regalato alla storia religiosa della città. Pochi minuti che acquistano un valore profondamente simbolico, chiaro a tutti.
Il vigile del fuoco, sotto il sole di luglio, indossa la divisa. Non è leggera, come non è leggero il pastranino di lana rossa.
Il vigile del fuoco, anche sotto il sole rovente, si lancia tra le fiamme. Sotto il suo mantello di lana il Santo faceva la carità.
Non sono così lontani dunque, i vigili del fuoco e Sant’Jacopo.
Quel vigile del fuoco che sale sul tetto della Cattedrale con il mantello rosso fra le mani onora il sacrificio più alto, il sacrificio della vita.
Nella tradizione popolare, accanto al pubblico divertimento della fiera e del palio, si snoda tutta una serie di usanze culinarie legate ai pranzi in famiglia fatti di berlingozzi e brigidini, uva saiacopa e mele saiacope, maccheroni all’anatra muta con fagiolini serpentini.




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                     Francesca Funari Melani
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lunedì 25 giugno 2018

PISTOIA La città del VERDE e del BIANCO

PISTOIA

La città del VERDE e del BIANCO





Questa definizione della città di Pistoia rappresenta le due eccellenze: il verde sono le piante che qui si coltivano e si esportano in tutto il mondo, il bianco  è la nostra biancheria per la casa, ricamata da mani esperte e pazienti.

ARTE ANTICA: Il ricamo si sviluppò nel pistoiese dal XVII secolo, tramandata nel corso dei secoli per opera delle monache dei monasteri di clausura, dei collegi femminili, e poi di vere e proprie scuole-laboratorio di ricamo. I tessuti ricamati erano destinati prevalentemente ai corredi per la casa e alla biancheria personale delle famiglie più ricche, come simbolo di prestigio e agiatezza. Di rilievo anche la produzione di tessuti ricamati per gli arredi e gli abiti d'uso ecclesiastico.

QUANDO: E’ soprattutto, però, a cavallo tra Ottocento e Novecento che la città conobbe una straordinaria fioritura di laboratori e scuole private. Nobildonne e famiglie facoltose, infatti, iniziarono a vedere nel ricamo una possibile fonte di guadagno e non più soltanto un lusso dell’alta società. Tali laboratori, per lo più privati, si proponevano, spesso, il benefico scopo di far acquisire alle giovani meno abbienti un mestiere utile al proprio sostentamento. Pistoia divenne, dunque, un centro di eccellenza e conobbe un notevole sviluppo dell’artigianato locale. Da Quarrata all’inizio del XX secolo fu importato a Santomoro e nella vallata della Bure il ricamo definito “punto Deruta”, produzione poi che si estese ampiamente nelle piccole località del Montalbano fino a Vinci. A Casalguidi prende forma il “punto di Casalguidi o di Casale” con il quale si creavano originali disegni che mettono in relazione due realtà presenti nella zona: quella contadina e l’arte romanica. Questo connubio è ricorrente nella decorazione medioevale e, forse, nella mente di colei che li ideò, i disegni potevano esemplificare le radici storico-artistiche di Pistoia.

ANNI 70: In questo periodo, in tutta Italia, la biancheria per la casa viene esposta e venduta in tutti i negozi di abbigliamento in primavera, nel momento del cambio da invernale a estivo, quando si celebravano i matrimoni, e si chiamava FIERA DEL BIANCO. Le lenzuola ricamate, le tovaglie fresche e profumate di pulito, gli asciugamani ricamati con disegni intonati allo stile del bagno, erano un dono gradito ed un acquisto prezioso.  In questi anni un’importante azienda di Casalguidi sbarca a New York, nel 1972 viene aperto il negozio di Madison Avenue e poi San Francisco, Dallas, Miami, Boston, Palm Beach e Los Angeles. Liz Taylor da tempo immemorabile usava solo lenzuoli creati da questo marchio del colore dei suoi occhi.  La biancheria di Pistoia viene apprezzata in tutto il mondo come la più pregiata e rinomata.


OGGI: la Toscana rappresenta l’11,3 % del totale della produzione italiana del distretto della biancheria della casa. Abbiamo cambiato il modo di acquistare. Parliamo di “cambiamento”, spesso comprando prodotti di qualità inferiore solo perché hanno un prezzo più basso. Credo invece che il cambiamento oggi sia proprio nell’acquisto di un qualcosa di unico, che lasci un ricordo nel tempo a chi viene nella nostra casa ed a noi  del luogo dove è stato prodotto. Per questo molte donne vengono a Pistoia per partecipare a corsi per imparare questa meravigliosa arte, ancora tramandata da sapienti maestre e realizzano da sole degli splendidi oggetti.


Pistoia: A Pistoia c’è il Museo del ricamo, è situato nel Palazzo Rospigliosi ed espone una collezione di ricami, "ricamo sacro" e "ricamo pistoiese", realizzati dal XVII al XX secolo e gli strumenti e le tecniche di lavorazione della tradizionale arte del ricamo pistoiese.
Visitare Pistoia può essere una bella occasione per rilassarsi, in una città ancora a dimensione d’uomo, e magari dedicare un pomeriggio per iniziare ad imparare un’arte antica. 

👉A proposito, nella nostra location si svolgono corsi di questo genere, abbiamo l’ambiente adatto.





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                     Francesca Funari Melani
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venerdì 8 giugno 2018

Hubic Day Pistoia



Hubic Day Pistoia 

28 giugno 2018 ore 9.30 - 12.30

Seminario GRATUITO 
su Web e Social 

organizzato da Hubic Marketing

c/o Spazio Polivalente Pistoia
Via Bure Vecchia Sud 12, Pistoia



Hubic Day è l’appuntamento gratuito di formazione e di confronto dedicato ai titolari di aziende (sia B2B che B2C), CEO, Dirigenti, Responsabili commerciali, Direttori Commerciali e Generali che desiderano conoscere la nostra realtà acquisendo contemporaneamente competenze digitali e di marketing utili per la propria realtà.
I temi trattati:
HUBIC PHILOSOPHY: integrazione tra strumenti marketing on line e off line, pianificazione strategica e diffusione di una cultura digitale in azienda: sono solo alcuni elementi della Hubic Philosophy. Vieni a scoprirla al nostro Hubic Day.
COME PROMUOVERSI CON FACEBOOK E INSTAGRAM: promuoversi efficacemente in questo grande “mondo virtuale”, sfruttando i più avanzati sistemi di pubblicità offerti da Facebook come il retargeting e la lead generation, è un aspetto vincente di ogni strategia di web marketing.
COME FARSI TROVARE SU GOOGLE: avere un sito web non basta. La vera sfida è farsi trovare sul motore di ricerca più utilizzato al mondo grazie a strategie di SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing) create appositamente per l’azienda.

Per info:
Chiama 0574 572146
info@hubicmarkeitng.it


lunedì 19 febbraio 2018

Assaggi di Pistoia: ricetta polpette



Antica Ricetta 
POLPETTE 
di Pistoia 

Ingredienti : Carne x lesso (e odori per brodo), Pomodoro polpa o passata, poco concentrato, pane raffermo, mortadella, uova 2-3 più 1 tuorlo, parmigiano, prezzemolo, uvetta, pinoli, olio evo, pangrattato, sale. 

Per prima cosa fare il brodo con gli odori. Si prende la carne cotta e si taglia a piccoli pezzi. Mettere in una pentola con poco olio, far cuocere, aggiungere pomodoro e concentrato, un po' di brodo. Continuare a cuocere. Si taglia il pane sottile (2-3 fette) e si aggiunge, mescolando. Fare raffreddare e poi passare al moulinex. Mettere in una ciotola, aggiungere mortadella tritata, prezzemolo tritato, le uova intere, il parmigiano, l'uvetta precedentemente a mollata ed i pinoli. Aggiustare di sale. Preparare una teglia da forno con carta forno (bagnata e strizzata), modellare le polpette tonde un po' schiacciate, passarle nel pangrattato e disporle una accanto l'altra. Sbattere un tuorlo uovo e spennellare le polpette. Mettere poco olio in teglia. Cuocere al forno per il tempo necessario a far dorare la carne. Servire con insalata.

Buon appetito!!!!

Spazio Polivalente Pistoia


venerdì 22 settembre 2017

"PC... ti amerò!" Convivere felicemente con le nuove tecnologie



IL PROGETTO

PC... ti amerò! è un progetto da me ideato. E' costituito da una serie di percorsi teorico-pratici volti a promuovere la conoscenza delle nuove tecnologie e ad aiutare le persone a farne un uso consapevole e soddisfacente.
CORSI OTTOBRE - DICEMBRE 2017:
  • Corso BASE: alfabetizzazione informatica per principianti assoluti o per chi vuole consolidare le proprie conoscenze di base del computer
  • Corso INTERMEDIO: per chi ha già svolto il corso base o per chi ha già una conoscenza di base del computer
I corsi si tengono presso lo SPAZIO POLIVALENTE, un ambiente moderno e accogliente, dotato di internet wi-fi, zona ristoro e due ampi parcheggi gratuiti esterni.
Clicca per visitare il sito: SPAZIO POLIVALENTE


PRESENTAZIONE: Sabato 7 Ottobre 2017 alle 17,00.
Clicca per visualizzare la mappa: Spazio Polivalente - Via Bure Vecchia Sud, 12 (Nespolo) - Pistoia.
Per info e prenotazioni potete telefonarmi al 349-4719150 o inviarmi una mail all'indirizzo presente in fondo pagina.

CONVIVERE FELICEMENTE CON LE NUOVE TECNOLOGIE

Ad oggi tutti noi, in un modo o nell’altro, che lo vogliamo o meno, ci troviamo a dover compiere delle azioni che richiedono l’uso delle moderne tecnologie: inviare un messaggio di posta elettronica, usare i servizi online per fare un bonifico bancario o per iscrivere a scuola il proprio figlio, consultare Internet per una ricerca o per prenotare un viaggio, scrivere il proprio curriculum, ricevere le foto del proprio nipotino sul telefono cellulare, condividere il proprio lavoro con altri, partecipare a gruppi di discussione, e tante altre cose ancora.
Per compiere tutte queste azioni è tuttavia necessario usare degli strumenti tecnologici che sono sempre più complessi e sofisticati. E, senza le conoscenze di base, c’è il rischio che alcuni (ad esempio i non più giovani) non vi accedano neppure, e che altri, costretti dalla necessità, ne facciano un uso solo intuitivo con la conseguenza di vivere esperienze frustranti che portano spesso ad atteggiamenti di chiusura e di rifiuto.
Quello che serve riguardo alle nuove tecnologie è dunque conoscerlepotervi accedere e farne un buon uso per non esserne sopraffatti.
Concedendoci il tempo per capire, ad esempio, come funziona un certo strumento, cosa può fare e come può essere utilizzato per fare ciò che ci serve, non solo scopriremo il genio umano che sta dietro ai tanti oggetti della nostra vita di ogni giorno ma, imparando a conoscerli, diverremo anche più consapevoli del loro valore e di come essi possano realmente aiutarci a vivere meglio.
E’ questo l’obiettivo del progetto “PC… ti amerò!”, una serie di corsi a vari livelli che avranno come oggetto la conoscenza del computer nelle sue varie versioni (desktop pc, tablet, smartphone, ecc.) e delle più comuni applicazioni (dai programmi di videoscrittura all’utilizzo dei vari servizi di Internet).
Le lezioni hanno un carattere teorico-pratico e si svolgono in un clima senza confronti né competizione, orientato invece alla condivisione e al piacere di imparare stando insieme.
I corsi sono a scopo divulgativo e sono rivolti a ragazzi e adulti senza limiti di età.

349-4719150